Dolls (Takeshi Kitano, 2002) dicembre 29, 2007
Inviato da davide in : Cinema, Tendenze , trackbackDolls, “Bambole” o “Marionette” è il titolo di questo film, che allude alla situazione dell’uomo e della donna quando innamorati, e in generale a tutta l’umanità, da sempre vittima dei propri vizi e ambizioni. Il film narra tre tragiche storie di amore senza fine: due giovani amanti che vagano senza sosta, legati per sempre da una corda rossa; un vecchio yakuza che torna alla panchina del parco in cui, da giovane, era solito incontrare la sua ragazza; il fan di una famosa pop star che le dimostra il suo amore accecandosi quando scopre che lei è rimasta sfigurata da un incidente.
Le tre storie sono sapientemente intrecciate dal regista, che con questo film si dimostra un vero e proprio artista (tra l’altro, è anche pittore).
Il risultato è un opera pessimistica, drammatica ed estremamente complessa, ma di idilliaca bellezza: la fotografia è a dir poco spettacolare, con immagini e colori quasi irreali, da lasciare a bocca aperta.
Il risultato è un capolavoro, anche se forse non per tutti: il film è molto lento, i dialoghi quasi assenti, tutt’altro rispetto al solito cinema hollywoodiano; ma forza del film sta altrove…
“Dolls è un film bello sulla bellezza, oggi. Ed è, di conseguenza, un film disperato.” (Em. Morreale)
A mio avviso, assolutamente indimenticabile.
Davide
Regia: Takeshi Kitano
Sceneggiatura: Takeshi Kitano
Fotografia: Katsumi Yanagishima
Musiche: Jo Hisaishi
Montaggio: Takeshi Kitano
Produzione: Bandai Visual, Tokyo FM, TV Tokyo and Office Kitano
Data uscita in Italia: 5 settembre 2002 (Film Festival di Venezia)
Genere: Drammatico
Anno: 2002











Commenti»
Davide dopo aver scritto il post mi ha descritto il film con parole di grande ammirazione. Ora ho una ennesima conferma… Cercherò di vederlo prima possibile!
Poco da dire, è indubbiamente uno dei film più belli che abbia visto.
Un film che dopo averlo “vissuto”, te lo porti dentro come una esperienza che si rinnova ogni giorno. La fotografia è diretta in maniera superlativa, la quasi assenza del dialogo ti aiuta a capire ciò
che è importante, e soprattutto rispetta il tuo pensiero.
Dolls, è poesia!