Google Chrome: un modo nuovo di fare web settembre 26, 2008
Inviato da andr3a in : Informatica, Tecnologia , trackback
All’inizio di settembre Google, che non vuole certo rimanere indietro nella scatenata evoluzione del web, ha lanciato, seppur in versione beta, un nuovo browser open source: Chrome, basato sul motore di rendering WebKit.
La corsa verso il famosissimo web 2.0, cioè verso ciò in cui si dovrà portare tutto il mondo di internet, è iniziata da un pò e visto che, con questa evoluzione, si avranno a disposizione più servizi da offrire agli utenti (ed in questo modo legarli a sè sfruttandone le richieste), nessun colosso del software vuole rimanere indietro rispetto agli altri. Sembra quasi che si faccia a gara per sviluppare un proprio browser al fine di “indirizzare” il mondo di internet secondo i propri concetti, facendoli così diventare degli standard.
A danno dell’interoperabilità, le software-house cercano di sviluppare servizi per poi “agganciarli” solamente ai propri browser: si potrebbe quindi parlare di “evoluzione forzata” del web, ma è ancora prematuro discuterne.
Questo browser, seppur ancora in via di sviluppo, sembra ricalcare questa analisi, vista l’accuratezza per gli investimenti che Google ha sempre perseguito.
Analizzando il browser, troviamo novità interessanti (sempre ben accette per tener alta la competizione):
- modalità in incognito: sarà possibile aprire schede o finestre senza lasciare traccia sul computer dei siti visitati, poichè il browser, con questa funzionalità, cancellerà automaticamente i cookies mentre non salverà nè la cache nè la cronologia;
- sandboxing: ogni scheda è eseguita dal browser in maniera da isolarla dal resto del computer in una “sandbox”, in modo tale che virus e malware non possano compromettere il pc nè altre schede;
- V8: nuova virtual machine Javascript, completamente riscritta per aumentare velocità, prestazioni ed interattività dei sevizi che sfruttano pesantemente java (ad esempio gmail);
- ogni scheda – un processo: ogni scheda esegue in un processo dedicato, in modo da aumentare stabilità complessiva e sicurezza (ma anche l’uso di RAM);
- blacklist di malware e phishing
- l’interfaccia è molto sobria, e sicuramente sarà ampliata con le successive versioni.
Quello che però contraddistingue Chrome dagli altri browser è il suo “lato oscuro”, ossia il rispetto della privacy (da sempre tallone d’Achille di BigG).
Infatti, bisogna prestare attenzione a due particolari aspetti:
- l’EULA, o licenza, abbastanza invasiva (la potete trovare qui);
- Omnibox, la barra degli indirizzi tuttofare che funziona anche da box di ricerca, invia qualsiasi cosa venga scritta direttamente a Google. Perciò non solo le ricerche, ma anche gli indirizzi digitati dagli utenti (con i relativi IP) finiscono nei server di Google, ed è facile capire il perchè: aiutarla a tracciare un profilo degli utenti per indirizzare i pubblicitari sui vostri interessi.
Sebbene Google abbia affermato di non voler conservare più del 2 % dei dati di ogni utente, ci si può fidare?










Commenti»
Già, le novità ci sono e sono interessanti, però nel comparto privacy deve nettamente migliorare…ma tanto il tempo c’è, visto che è tutt’ora in beta.
PS. Continuo a preferire Firefox
Devo ancora provarlo, ma le novità mi sembrano decisamente, decisamente degne di nota, soprattutto riguardo alla sicurezza e a Javascript.
L’unica grossa pecca è proprio quell’Omnibox: incuriosito ho cercato qualche informazione a riguardo e pare che i dati vengano trasmessi ancora prima di premere invio!
Per disabilitare l’invio delle informazioni, il modo più semplice è usare la modalità “in incognito”, con i relativi svantaggi, se così si possono chiamare (cancellazione cache e cookies).
Inoltre, mi vien da pensare: se vengono trasmessi tutti gli url digitati, che fine fanno le credenziali di accesso che inviamo quando ci colleghiamo a un sito con autenticazione HTTP, ovvero http://username:password@nomesito/ ??
Dubito che a Google possa fregargliene qualcosa, però se così fosse mi darebbe davvero fastidio…