250Mbit: la velocità massima della futura ADSL febbraio 17, 2008
Inviato da davide in : Informatica, Tecnologia , trackback
Grazie ad un riceratore australiano della Melbourne University, oggi possiamo sognare connessioni ADSL con velocità di molto superiori alle massime attuali.
John Papandriopoulos, questo è il nome del ricercatore, è stato infatti capace di realizzare un algoritmo in grado di ridurre drasticamente le interferenze elettromagnetiche sulle connessioni ADSL, permettendo di raggiungere velocità di connessione fino a 250Mbit, ad oggi ottenibili solo su fibra ottica.
Grazie agli algoritmi odierni si è in grado di raggiungere, su rame, velocità massime intorno ai 20 – 24 Mbit.
L’algoritmo di Papandriopoulos permette, come gli altri, di ridurre il rumore, ma vi riesce in modo molto più efficace rispetto alle tecniche odierne e, soprattutto, in un modo molto semplice da implementare: dal sito del ricercatore, infatti leggiamo: “Our research surrounding SCALE and SCAPE are practical methods that exhibit very low complexity that can be implemented in practice.”
(SCALE e SCAPE sono i due metodi ideati per risolvere il problema dell’interferenza).
Il problema delle attuali linee DSL è il cross-talk, ovvero l’interferenza tra cavi vicini, dovuto all’accoppiamento tra i campi elettromagnetici generati dal passaggio di segnali. Queste interferenze limitano ovviamente le velocità massime raggiungibili da una linea ADSL.
Come forse saprete, la variazione di un campo elettromagnetico è in grado di indurre una differenza di potenziale e quindi, in caso di spire o cavi vicini, una corrente indotta, spesso non voluta e causa di interferenze.
Il problema attualmente non si pone per le chiamate vocali, che usano una banda limitatissima, ma è rilevante per tutte le tecnologie a banda larga che fanno uso dei vecchi cavi telefonici in rame, come l’ADSL.
La ricerca di Papandriopoulous ha riscosso grande interesse, soprattutto da parte del professor John Cioffi, della Stanford University, oggi considerato il “padre dell’ADSL”, nonchè vincitore del Premio Marconi 2006 per le telecomunicazioni (premio assegnato dalla Marconi Society agli individui che hanno contribuito in modo fondamentale allo sviluppo delle comunicazioni nel mondo, perpetuando così il lavoro di Guglielmo Marconi).
Il lavoro svolto da Papandriopoulous gli ha già fruttato un posto di lavoro presso ASSIA, la compagnia della Silicon Valley fondata da Cioffi, specializzata nell’ottimizzazione delle performances delle reti basate su tecnologia DSL. Inoltre, per poter sfruttare commercialmente l’invenzione, l’ex ricercatore ha già registrato due brevetti du di essa, uno in Australia e uno negli USA.
Dopo aver ricevuto il Chancellor’s Prize for Excellence dalla University of Melbourne, Papandriopoulous ha lasciato l’Australia alla volta degli Stati Uniti. Intanto la Melbourne Ventures, la società di commercializzazione delle ricerche della Melbourne University, venderà la tecnologia ai produttori di apparati DSL, che a loro volta potranno diffondere questa tecnologia rivendendola agli internet providers di tutto il mondo.
C’è molto ottimismo riguardo a questa scoperta, infatti essa potrà essere adottata in qualunque stato abbia reti cablate in rame, mentre prima d’oggi si pensava che esse non sarebbero più bastate per trasmissioni di dati ad altissimi bitrate, come ormai internet richiede.
Dovremmo comunque attendere un po’ per vedere questa tecnologia all’opera nelle nostre case; ci si aspetta comunque, ottimisticamente, che i provider internet la adottino entro i prossimi due o tre anni.
Sul sito di Papandriopoulous trovate ulteriori informazioni, oltre a qualche cenno sugli sviluppo futuri di questa ricerca (si parla addirittura di bit rates di 1 o 2 Gbit/s su rame, ma questo a distanza di parecchi anni da oggi)








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