Legge 133/2008: scacco matto all’Università italiana ottobre 24, 2008
Inviato da andr3a in : Italia, Life, Pensieri , trackback
Siamo in un momento di grande fermento sociale, sia a livello mondiale (vedi la crisi del capitalismo) sia a livello locale (vedi la scuola), come forse non accadeva dal 1968, anno che portò ad una ventata di aria nuova nei rapporti sociali ed istituzionali. In questo particolare periodo si trova sotto tiro l’intera Scuola italiana, dalla materna all’università, sia come figura “istituzionale” sia come modello. Il governo Berlusconi ha deciso di metter mano all’intero settore, ed entrando come un elefante in un negozio di cristalli, senza ascoltare nè l’opposizione nè i cosiddetti “tecnici” che all’interno della scuola ci vivono (professori e docenti), mette in discussione di punto in bianco l’intera concezione pubblica della scuola italiana. Vediamo nel dettaglio cosa capita all’università, poichè le altre scuole saranno riformate da un’altra legge, il famosissimo Decreto Gelmini.
Il governo Berlusconi, nella figura del ministro dell’economia Tremonti, vara ad agosto, in piene vacanze estive e senza alcuna trattativa, la legge 133 (non è altro che la legge finanziaria triennale (2008-2011)) che comprende anche la riforma dell’università.
Nello specifico, per l’università essa prevede:
- riduzione annuale del Fondo di Finanziamento Ordinario (cioè i soldi che il Ministero dà alle Università ogni anno) e un taglio del 46 per cento sulle spese di funzionamento che porterà ad una diminuzione-monstre complessiva da qui al 2013 di ben 1,4 miliardi di euro, costringendo gli Atenei alla trasformazione in Fondazioni (per permettere l’arrivo di capitali privati);
- possibilità delle università di trasformarsi in Fondazioni private (in pratica privatizzare le università);
- il blocco del turn-over al 20% (cioè ogni 5 unità di personale che andranno in pensione ne potrà essere assunta 1): in sostanza per tutte le migliaia di precari (ricercatori e professori) l’assunzione negli atenei diventa un miraggio;
- provvedimento “ammazza precari”: gli enti di ricerca che non stabilizzeranno i propri precari entro il 30 giugno 2009 saranno costretti a non rinnovargli il contratto: si stimano 60.000 cervelli in fuga.
Da questi provvedimenti derivano alcune considerazioni:
- la natura pubblica delle Università viene a mancare;
- gli Atenei di separeranno in Fondazioni di serie A e B in funzione della capacità economica della Regione di appartenenza e della forza delle imprese che vi risiedono;
- messa in discussione del diritto allo studio;
Ora bisogna chiedersi: quale Paese può permettersi di abdicare al ruolo pubblico dell’istruzione in favore di quello privato?
In questa riforma non sono in discussione tanto i tagli quanto l’idea sbagliata di privatizzare un bene pubblico come l’istruzione.
La Costituzione afferma che noi cittadini abbiamo tutti pari diritti e opportunità, ma per l’istruzione sarà così?
A prescindere dal fatto che la Pubblica istruzione andrebbe riformata (ne avrebbe bisogno da tempo), visto che si tocca un settore tanto fondamentale di una società (poichè la formazione dei cittadini di domani è demandata alle scuole), perchè non farlo al meglio, discutendo con i diretti interessati e prendendo a modello i migliori Paesi del mondo? Perchè invece si vuole far passare in fretta e furia (approvandola in estate) un riforma sbagliata senza alcun contraddittorio e diritto di replica?
L’istruzione deve essere un diritto, non dimentichiamocelo!
Vi consiglio di guardare inoltre questo video della Professoressa Tomaselli al Consiglio di Facoltà di Lettere e Filosofia a Bologna, con parole che lasciano il segno.








Commenti»
potete trovare un nuovo articolo sul decreto per l’università qui
Tranquillo bito, la lunghezza non è un problema
Sul nuovo decreto avevo scritto che farò un articolo a breve (anche se mi hai quasi anticipato col tuo post) per separarlo da questo, perciò non ti volevo rispondere su una cosa che devo ancora fare.
Per quanto riguarda gli altri temi da te esposti sopra, nel mio post precedente ci sono i chiarimenti.
Comunque per sicurezza lo dico di nuovo: sul decreto gelmini del 6 novembre (il secondo sull’università per intenderci) farò un nuovo articolo a breve.
Andrea, forse non hai ancora letto il nuovo decreto sulle università se mi vieni a parlare di tagli a “pioggia” e non mirati:sono della tua stessa opinione riguardo l’entità e il “target” dei tagli effettuati. Se leggi bene, il nuovo decreto spazza via tutti i dubbi insorti a causa della finanziaria.
Ad esempio ci saranno 65 milioni per la costruzione di nuovi alloggi che ospiteranno 1700 posti letto in più per gli studenti meritevoli che hanno difficoltà economiche; per gli atenei che non hanno bilanci in rosso il limite annuale di spesa per le nuove assunzioni di personale (professori ordinari, professori associati, ricercatori e personale tecnico-amministrativo) è fissato nella misura del 50% della spesa relativa al personale cessato nell’anno precedente. Da questa somma almeno il 60% deve essere destinata all’assunzione di ricercatori a tempi determinato e indeterminato.Inoltre dal 2009 ci saranno 3mila posti in più per i ricercatori grazie a 150 milioni di euro per favorire il turn over. Lo scopo è quello di favorire l’assunzione di giovani e diminuire l’età media dei docenti italiani. Gli atenei potranno anche decidere di fare entrare solo giovani ricercatori arrivando a 2 giovani ricercatori per ogni docente in pensione. Almeno il 60% delle assunzioni dovranno essere destinate ai nuovi ricercatori. Le università che rinunceranno a trattenere i docenti oltre i 70 anni di età potranno raddoppiare il numero dei posti per ricercatori. Per quanto riguarda poi i tagli “mirati” le università con i bilanci in rosso non potranno assumere ulteriore personale: non potranno, infatti, bandire concorsi per docenti o personale amministrativo. Le università non virtuose sono anche escluse dalla ripartizione dei fondi relativi al piano straordinario di assunzione dei ricercatori per gli anni 2008 e 2009. E poi ti posso ancora citare i 135 milioni in più per le borse di studio a studenti meritevoli… e sempre sui tagli “mirati” saranno premiate con più finanziamenti, trasferiti direttamente dal ministero, le università che ridurranno sedi distaccate non funzionali e corsi di laurea in eccesso rispetto alle reali esigenze formative degli studenti e alle richieste del mondo del lavoro, e a partire dal 2009 una quota non inferiore al 7% del fondo di finanziamento ordinario e del fondo straordinario
sarà assegnata alle università in base ai risultati formativi e delle attività di ricerca, nonché in base ai processi di razionalizzazione dei corsi di laurea e delle sedi.E infine (poi giuro che smetto) sarà eletto un pool molto ampio di professori all’interno del quale saranno estratti a sorte coloro che faranno parte della commissione con lo scopo di evitare il rischio di predeterminare l’esito dei concorsi.Scusate ancora se mi sono dilungato troppo
Bito, il problema sono i tagli a “pioggia”, e non mirati come dice alessio…visto che si parla tanto di autonomia, perchè non effettuare un sistema di valutazione con criteri dove chi spende male viene punito con meno finanziamenti, a livello di singolo istituto?
Per quanto riguarda il tempo pieno, il decreto dice esplicitamente che “l’attività didattica è fissata in 24 ore settimanali”, però afferma anche che “si lascia aperta la possibilità di un prolungamento dell’orario scolastico identificato come “articolazione del tempo-scuola” “. Con ciò il governo afferma che sicuramente le ore passeranno a 24; poi, nel caso le scuole stesse avessero a disposizione fondi in più, su cui a priori non c’è nessuna garanzia statale, è possibile l’opzione delle 40 ore. Capirai pure tu che questo secondo caso graverà sicuramente sulle famiglie, poichè nessuna scuola con i tagli avrà fondi in più.
Per quanto riguarda la storia bidelli-carabinieri tirata fuori da Libero, è la tipica frase ad effetto ripresa dal governo per fare pura retorica: visto che tra il numero di bidelli è incluso anche altro personale come assistenti amministrativi e tecnici, perchè nel conto del numero dei carabinieri non includere anche Polizia, Guardia di Finanza, Guardia Forestale, Vigili del Fuoco, Militari? Non sono forse anche loro tutte Forze dell’ordine?
La domanda in realtà dovrebbe essere: i bidelli sono pochi o troppi rispetto alle reali esigenze ?
Quale motivo c’è nel rapportare il loro numero a quello dei carabinieri?
Ma poi, che c’entra il paragone: forse avremmo anche più pompieri che idraulici, più veline che ingegneri nucleari, ma questa discussione è inconcludente!
Se per questo abbiamo anche più politici che in qualunque altro Paese, perchè non cominciare a tagliarli?
La demagogia ha portato questo Paese sull’orlo del collasso (da parte di entrambi gli schieramenti politici), e sarebbe ora di affrontare i problemi con meno dilettantismo e superficialità.
PS. Sul nuovo decreto sull’università farò un nuovo articolo.
Caro Bito, sul fatto che l’impiego pubblico sia stato utilizzato come ammortizzatore sociale è fuor di dubbio: infatti sono d’accordo ai tagli mirati soprattutto in quelle aree dove, per essere schietti, ‘ci mangiano in troppi’; ad esempio, il discorso dei bidelli potrebbe essere appropriato…se, però, fosse un fenomeno generalizzato: conosco istituti nei quali questa sovrapresenza di bidelli si verifica, ma in negativo. Quindi anche qui i tagli dovrebbero essere mirati e non generali, come invece è nella riforma. Inoltre, leggendo bene l’articolo e conoscendo la storia di chi ci sta governando, dovrebbero balzare alla mente un po’ di interrogativi. Per esempio, il chiamare ‘fondazione’ ciò che è il preludio ad una scuola privata è una delle tante modalità con la quale il governo cerca di mascherare e nascondere altri scopi per i quali vorrebbe varare la riforma, ovvero una graduale privatizzazione dell’istruzione attuata mediante enormi tagli indiscriminati alla scuola pubblica. Per farsi un’idea della gravità della cosa, consiglio di leggere il discorso di Pietro Calamandrei del 1950.
Che l’istruzione e, più in generale, l’amministrazione pubblica sia da riformare non è in discussione; il fatto è COME e con che provvedimenti lo si fa. Inoltre, per questi temi dovrebbero esserci persone competenti…attributo non attribuibile alla maggior parte dei ministri attuali, Carfagna e Gelmini in primis.
Cari alessio e andrea la storia del tempo scuola è una cosa non vera…infatti come ben saprai la riduzione da 30 a 24 ore dell orario scolastico, comporterà un reinvestimento del risparmio nell’ allungamento del tempo scuola che non diventerà assolutamente a pagamento. Poi Edo ha ragione quando cita i numeri riguardanti il personale scolastico in Italia: mi sapresti spiegare perche in Italia ci sono più bidelli che Carabinieri? E non mi rispondere”perchè ci sono più alunni che delinquenti..”sarebbe un’offesa alla tua intelligenza.Il fatto è che in Italia la scuola (e in generale la sfera pubblica) è stata usata come ammortizzatore sociale in logica post sessantottina. Poi comunque nessuno verrà licenziato poichè i tagli del personale verrano fatti tramite il blocco delle assunzioni e non licenziamenti.Inoltre ti prego di leggere il nuovo decreto sulle università (apprezzato anche dal presidente della repubblica) che decreta l’ assunzione di 3000 nuovi ricercatori, l’estrazione a sorte delle commissioni d’esame. Un decreto che propone i tagli in base al merito; niente tagli alle università sprecone ( 15 facoltà con 1 iscritto e oltre 100 facoltà con meno di 15 iscritti) e commissariamento delle università scialacquatrici. Scusate se mi sono dilungato troppo
X edo
Purtroppo lo stato finanzia anche quelle private, ed anzi si sta parlando di aumentare questo finanziamento proprio di questi tempi
Comunque, io non voglio “convincere” nessuno…mi limito a riportare i fatti. Tu rimani della tua idea, ma non per questo sei da condannare, anzi: è nel confronto che si capiscono le cose!
Però hai ragione: staremo a vedere negli anni a venire cosa porterà questa riforma
X alessio
Veramente interessante quell’articolo…falsificare i dati è un insulto all’intelligenza, comunque è sempre così: in questo periodo poi si è scelto di attaccare l’istruzione e perciò la si dipinge come luogo di perdizione, annebbiando così i giudizi di chi deve giudicare coerentemente.
sul fatto della religione sono d’accordo, sul fatto che lo stato finanzi le scuole private non ne avevo mai sentito parlare…sapevo che finanziava piuttosto quelle pubbliche
Vabbè rimango della mia idea, non perchè sia un testone, ma perchè non mi avete convinto (non è un dramma). Vedremo come andrà la scuola nei prossimi anni, dopo potremmo dire “aveva ragione” o “aveva torto”. Io personalmente sono fiducioso nel governo, come voi avete diritto di non esserlo, ma aspetto di vedere se effettivamente andrà bene o male… Salute
Prima di prendere i dati dai telegiornali o pseudo-giornali di sorta è bene magari informarsi sui dati rilasciati da organizzazioni internazionali quali OCSE e simili. Perciò rimando a questo articolo, di cui tutti potranno controllare la veridicità:
http://www.multiversitas.it/?p=351
Emerge quanto sia falsa la parodia governativa sullo spendere e spandere dell’Italia per l’Istruzione e l’Università, per non estendere poi il discorso ad altri campi…
Ciò fa pensare su quanto riescano a prenderci in giro i governanti…questi soprattutto…
Dunque, il fatto che non verrà licenziato nessuno nella scuola elementare è parzialmente vero, come è parzialmente vero che si licenzierà: il decreto legge fissa gli esuberi (cioè personale in più, non licenziamenti) in 87.000 docenti e 44.000 “bidelli”. Che fine faranno? La verità è che questo è, per larga parte, personale a tempo determinato a cui sarà lasciato scadere il contratto. Dunque l’importante è fare “cassa” senza una reale riorganizzazione: in sostanza tagliare!
Poi dietro la storia del maestro unico c’è molto di più: il tempo scolastico verrà portato a 24 ore settimanali (contro le attuali 40): i bambini dove staranno il pomeriggio? Bisognerà che i genitori paghino anche il dopo-scuola (senza contare che un dopo-scuola non è come la scuola, cioè non comporta la didattica), per fornire un servizio essenziale? Tanto l’importante è far pagare sempre di più….alla faccia della riduzione delle tasse.
Per quanto riguarda l’università, il nostro problema è unicamente la mancanza di meritocrazia, che però non si raggiunge tagliando i bilanci, bensì cambiando gli strumenti di valutazione.
Io non dico di non riformare, per carità, ce ne è un assoluto bisogno: ma visto che si tocca una ramo tanto vitale dello stato, cioè l’istruzione di coloro che un domani saranno cittadini, perchè farlo a colpi di decreti e non discuterne ad ampio raggio?
Eppoi, se proprio vogliamo parlare di recuperare soldi, perchè non si fanno mai discorsi seri, come per esempio:
1)perchè lo stato con le nostre tasse finanzia le scuole private? Cominciamo a tagliare questi finanziamenti…chi vuole andare ad una privata la paghi, è una sua scelta….
2)perchè la Chiesa impone l’educazione religiosa con insegnanti scelti da lei ma fatti assumere dallo stato vita natural durante? Cominciamo a portare l’educazione religiosa in momenti diversi dalla normale didattica……mi risulta che non ci sia Paese al mondo con un tal numero di docenti di religione, ma quelli non si possono mai toccare.
beh tranne che nelle elementari non verrà licenziato nessuno per la precisione, ma ne verranno assunti molti meno; e il numero di insegnanti e bidelli è spropostitato rispetto alla media europea, ecco il criterio… dei 60’000 in germania, si arriva ai 160’000 in Italia… e poi la storia del maestro unico è comunque 1+3, unico per le materie normali + ed.fisica+religione+inglese.Sulle università, l’università italiana ha gli stessi fondi di quella inglese, ma tra le prime 200 università del mondo compare solo quella di Bologna al 197° posto, mentre L’inghilterra ne ha molteplici tra i primi posti. Questo dimostra che i soldi sono spesi veramente a caso. Sul fatto che la gente sappia cosa dice io ci penserei su un secondo… per tv sono andati a intervistare della gente che manifestava, molti pensavano che maestro unico volesse dire un prof che fa 8 materie da solo alle superiori xD oppure ho visto anche il cartellone : ” L’IPSIA VUOLE STUDIARE!!” ma valà dai, che ridicoli xD (con questo non faccio di tutta l’erba un fascio, sia chiaro…)
Guarda edo, innanzitutto ti inviterei a documentarti bene prima di affermare che abbia “selezionato” solamente notizie contrarie al governo.
La legge 133 è pubblicamente consultabile e dice esattamente quello che ho riassunto.
Comunque, se vuoi che scenda nei dettagli, ora lo farò:
1) i 240€ che tu attribuisci al governo Berlusconi sono una norma della finanziaria 2008 del governo Prodi: la Gelmini ha emanato solo un decreto attuativo (leggi bene le date del decreto prima della scritta DECRETA);
2) l’edilizia scolastica è un grave problema che non si risolve licenziando i maestri (come invece stanno facendo), ma aumentando il budget dell’istruzione;
3) numero spropositato di bidelli e insegnanti????? spropositato per quale criterio? ti ricordo che dall’introduzione del modulo (i 3 maestri) alle elementari nel 1990 in sostituzione del maestro unico l’Italia è salita in vetta alle classifiche internazionali per la migliore istruzione pubblica nell’infanzia.
Che la scuola vada riformata sono d’accordo pure io, e l’ho anche scritto nell’articolo, ma in maniera condivisa e non a colpi di decreti!
E fidati, la gente lo sa bene di cosa parla, te lo assicuro.
PS. qui molti ricercatori precari ribattono punto per punto alle misure introdotte dal governo Berlusconi: facci un salto
Condivido pienamente ciò che è scritto nell’articolo. Non si parla dei 240 euro di stipendio ai ricercatori perché non farà più nessuno il ricercatore, visto che solo ogni 5 professori che lasciano 1 unico ricercatore potrà sostituirli tutti quanti (non si sa come). Inoltre, il fatto di minimizzare gli sprechi è una frase di facciata (come moltissime di questo governo), poiché la politica dei tagli colpirà tutti indiscriminatamente, sia il corso del “benessere del cane e del gatto”, sia tutti i corsi seri; questi ultimi purtroppo, però, ne risentiranno in maniera molto più accentuata. Per non commentare oltre…
Mi stupisce il fatto che in questo articolo non ci siano buone notizie, ma sembra che siano state “selezionate” ed “enfatizzate” solo quelle che sembrano dare contro al governo. Non si parla per esempio dei 240€ di stipendio aggiunti ai ricercatori, del reinvestimento di parte dei soldi recuperati dai tagli nella modernizzazione delle scuole e delle attrezzature, della volontà di ridurre un numero spropositato di insegnanti e di bidelli (totalmente inutili), e di tante altre cose… La riforma va fatta, la scuola di adesso, quella del ’68 sta crollando, e bisogna risollevarla. Tutto sto casino è solo un fatto politico, la gente non sa neanche di che cosa si sta parlando con questa riforma… buona giornata